Il vulcano islandese Fagradalsfjall, curiosità e consigli per visitarlo

Un nuovo vulcano islandese ha deciso di dare spettacolo: è successo a Fagradalsfjall, un altopiano di 385 metri che si trova sulla penisola di Reykjanes, non troppo distante dalla capitale Reykjavik.

Dopo numerosi terremoti e ringonfiamenti del terreno, una lunga fessura si è aperta sulla crosta terrestre ed ha iniziato ad eruttare. Da quanto tempo è attivo il vulcano? Ci sono pericoli per la popolazione? Quanto tempo ancora durerà l’eruzione?

Inizio ed evoluzione dell’eruzione

Tutto comincia il 19 marzo 2021, quando una fessura si apre a Geldingadalir, una valle a sud di Fagradalsfjall, in una zona scarsamente popolata. In realtà tanti segnali lasciavano immaginare da tempo che ci sarebbe stata un’eruzione in quelle zone: più di 40.000 terremoti, alcuni anche abbastanza forti, con magnitudo fino a 5,7, si sono verificati dal 24 febbraio 2021 a Reykjanes, una penisola che sorge vicino la capitale islandese. In sole tre settimane più terremoti registrati di tutti quelli dell’anno precedente e che, per fortuna, non hanno fatto alcun danno.

Anche la terra si era ringonfiata in certe zone di diversi centimetri, segno che nel sottosuolo il magma stava spingendo per cercare un punto da cui fuoriuscire. Questa zona dell’Islanda non vedeva eruzioni da ben 800 anni e tutto avviene nel bel mezzo della pademia mondiale da COVID-19, mentre l’Islanda è praticamente quasi chiusa al turismo.

Una fessura di circa 500-700 metri si apre sul terreno e il magma inizia a fuoriuscire. Dopo sole quattro ore la lava copre già un chilometro quadrato, l’equivalente di 200 campi di calcio.

Il nuovo vulcano islandese

Grindavik è il villaggio più vicino al luogo dell’eruzione, si trova a soli 8 km ma non corre alcun pericolo. La gente, curiosa, la sera del 19 marzo si mette in auto da Reykjavik e dintorni per poter ammirare con i propri occhi questo spettacolo. La strada, però, viene inizialmente chiusa e gli elicotteri della Protezione Civile islandese iniziano a sorvolare la zona per capirne di più.

Il nuovo cratere per fortuna non emette cenere, a differenza della famosa eruzione del 2010 dell’Eyjafjallajökull, che costrinse alla chiusura tutti gli aeroporti europei a causa di un’immensa nube di cenere.

L’Islanda non è nuova a certi fenomeni, è uno dei territori vulcanici maggiormente attivi sul pianeta, essendo situata tra le placche tettonche dell’Eurasia e del Nord America. Si tratta di un punto caldo di attività vulcanica e sismica, poichè le due placche si muovono in direzioni opposte, allontanandosi.

All’eruzione viene dato il nome di Geldingadalsgos (eruzione di Geldingadalur), per diversi giorni la fessura continua ad eruttare e viene presto aperta al pubblico, sotto l’attenta supervisione dei volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa islandese, che controllano costantemente che nell’aria non siano presenti gas nocivi in misura eccessiva e che la gente non si metta in pericolo.

Vulcano islandese Fagradalsfjall

Durante i primi 15 giorni di aprile 2021 si aprono 4 nuove fessure di questo nuovo vulcano islandese, il 2 maggio 2021, però, ne resta attiva solo una, la quale cambia attività e passa da un flusso continuo di lava ad eruzioni ad intervalli di tempo variabili, tra 5 e 10 minuti, creando fontane di lava alte anche diverse centinaia di metri.

A fine maggio vengono costruite delle barriere per rallentare la lava nella sua discesa verso la valle di Nátthagi, dove sono interrati i cavi di telecomunicazione e dove, più avanti, si trova la strada costiera 427 del sud di Reykjanes. Nonostante ciò, le barriere vengono presto scavalcate dai fronti lavici, che si sono quindi riversati in valle, proseguendo pian piano verso il mare.

Ci sono rischi per la popolazione?

Per fortuna si tratta di un’eruzione sicura, ci sono pochissimi centri abitati vicini e nessuno di questi è minacciato dal vulcano islandese. Il vero problema potrebbe riguardare le linee di comunicazione e le strade, che le lingue di magma potrebbero inesorabilmente interrompere.

Quanto tempo durerà l’eruzione del vulcano?

Nessuno sa dirlo con esattezza. Sembrerebbe che la lava provenga dalle profondità del mantello, a circa 17-20 km sotto terra, in un serbatoio molto più grande delle tipiche camere magmatiche. Per questo motivo è possibile che l’eruzione abbia una lunga durata, anche diversi anni.

Lava eruzione Islanda

Come visitare l’eruzione del vulcano islandese Fagradalsfjall?

La visita è molto accessibile ed i sentieri per arrivare ai campi di lava e di fronte il cratere in eruzione sono adesso molto più semplici rispetto ai primi mesi. Bisogna spostarsi in auto verso Grindavik, quindi prendere la strada 427 in direzione est. Dopo alcuni chilometri sarà visibile un grande parcheggio a pagamento (1.000 ISK, circa 6,5 €: consiglio di scaricare l’app Parka per il pagamento), costruito appositamente per gli escursionisti. Ci sono tre diversi sentieri soprannominati A, B e C. Il primissimo sentiero (A) ormai non è più percorribile, dato che la lava lo ha tagliato fuori. Le due alternative migliori sono i sentieri che salgono sulle colline laterali rispetto al cratere (B e C).

Il sentiero che sale sulla cresta di destra (C) è leggermente più semplice rispetto al sentiero B, ma il cratere si vede più vicino da quest’ultimo. La scelta del sentiero dipende anche dall’attività del vulcano e da che lato riversa la lava in quel momento.

Sentieri vulcano Islanda

Sentiero B: il trekking è lungo circa 7 km, andata e ritorno. Si lascia l’auto nel primo grande parcheggio provenendo da Grindavík. Il primo tratto è abbastanza semplice e pianeggiante, inizia poi la salita sulla cresta della collina, con l’ultima parte un po’ ripida, in cui sono state montate delle corde per aiutarsi sul terreno sabbioso e molto scivoloso.

Sentiero C: il trekking è lungo circa 4 km, andata e ritorno, con alcune parti in salita non troppo difficili. Consiglio di parcheggiare circa 2 km più avanti rispetto al primo grande parcheggio visibile che si incontra lungo la strada 427. Si inizia subito incontrando il fronte lavico nella valle di Nátthagi, quindi si sale sulla cresta: questa è la parte più difficile ma fattibile con un po’ di allenamento. Alla fine del percorso arriverete fino alla webcam montata per le dirette YouTube del cratere in eruzione.

In tutti i viaggi di gruppo in Islanda da me guidati, è prevista la visita di questo spettacolo della natura. Sperando rimanga attivo per tanto tempo ancora.

Articolo aggiornato al 26/9/2021

Scritto da Fabio Liggeri