Il vulcano islandese Fagradalsfjall e Meradalir, consigli per visitarlo

Un nuovo vulcano islandese ha deciso di dare spettacolo: è successo a Fagradalsfjall, un altopiano di 385 metri che si trova sulla penisola di Reykjanes, non troppo distante dalla capitale Reykjavik. Dopo un lungo periodo di inattività di quasi un anno, il vulcano si è risvegliato il 3 agosto 2022, poco distante dal sito della prima eruzione. Il suo nuovo nome è Meradalir.

Dopo numerosi terremoti e ringonfiamenti del terreno, una lunga fessura si è aperta sulla crosta terrestre ed ha iniziato ad eruttare. Da quanto tempo è attivo il vulcano? Ci sono pericoli per la popolazione? Ecco tutte le risposte.

Inizio ed evoluzione dell’eruzione

Tutto comincia il 19 marzo 2021, quando una fessura si apre a Geldingadalir, una valle a sud di Fagradalsfjall, in una zona scarsamente popolata. In realtà tanti segnali lasciavano immaginare da tempo che ci sarebbe stata un’eruzione in quelle zone: più di 40.000 terremoti, alcuni anche abbastanza forti, con magnitudo fino a 5,7, si sono verificati dal 24 febbraio 2021 a Reykjanes, una penisola che sorge vicino la capitale islandese. In sole tre settimane più terremoti registrati di tutti quelli dell’anno precedente e che, per fortuna, non hanno fatto alcun danno.

Anche la terra si era ringonfiata in certe zone di diversi centimetri, segno che nel sottosuolo il magma stava spingendo per cercare un punto da cui fuoriuscire. Questa zona dell’Islanda non vedeva eruzioni da ben 800 anni e tutto avviene nel bel mezzo della pademia mondiale da COVID-19, mentre l’Islanda è praticamente quasi chiusa al turismo.

Una fessura di circa 500-700 metri si apre sul terreno e il magma inizia a fuoriuscire. Dopo sole quattro ore la lava copre già un chilometro quadrato, l’equivalente di 200 campi di calcio.

Il nuovo vulcano islandese

Grindavik è il villaggio più vicino al luogo dell’eruzione, si trova a soli 8 km ma non corre alcun pericolo. La gente, curiosa, la sera del 19 marzo si mette in auto da Reykjavik e dintorni per poter ammirare con i propri occhi questo spettacolo. La strada, però, viene inizialmente chiusa e gli elicotteri della Protezione Civile islandese iniziano a sorvolare la zona per capirne di più.

Il nuovo cratere per fortuna non emette cenere, a differenza della famosa eruzione del 2010 dell’Eyjafjallajökull, che costrinse alla chiusura tutti gli aeroporti europei a causa di un’immensa nube di cenere.

L’Islanda non è nuova a certi fenomeni, è uno dei territori vulcanici maggiormente attivi sul pianeta, essendo situata tra le placche tettonche dell’Eurasia e del Nord America. Si tratta di un punto caldo di attività vulcanica e sismica, poichè le due placche si muovono in direzioni opposte, allontanandosi.

All’eruzione viene dato il nome di Geldingadalsgos (eruzione di Geldingadalur), per diversi giorni la fessura continua ad eruttare e viene presto aperta al pubblico, sotto l’attenta supervisione dei volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa islandese, che controllano costantemente che nell’aria non siano presenti gas nocivi in misura eccessiva e che la gente non si metta in pericolo.

Vulcano islandese Fagradalsfjall

Durante i primi 15 giorni di aprile 2021 si aprono 4 nuove fessure di questo nuovo vulcano islandese, il 2 maggio 2021, però, ne resta attiva solo una, la quale cambia attività e passa da un flusso continuo di lava ad eruzioni ad intervalli di tempo variabili, tra 5 e 10 minuti, creando fontane di lava alte anche diverse centinaia di metri.

A fine maggio vengono costruite delle barriere per rallentare la lava nella sua discesa verso la valle di Nátthagi, dove sono interrati i cavi di telecomunicazione e dove, più avanti, si trova la strada costiera 427 del sud di Reykjanes. Nonostante ciò, le barriere vengono presto scavalcate dai fronti lavici, che si sono quindi riversati in valle, proseguendo pian piano verso il mare.

Da quanto tempo è in eruzione il vulcano?

Dopo aver dato spettacolo per diversi mesi, con episodi inizialmente continui e poi ad intervalli più o meno lunghi, a partire dal 18 settembre 2021 il vulcano Geldingadalir ha smesso di eruttare. Pur continuando ad emettere gas dal cratere e dal campo lavico, il livello d’allerta è stato abbassato ed il 18 dicembre 2021 l’eruzione del Fagradalsfjall è stata ufficialmente dichiarata conclusa.

Nonostante ciò, le settimane successive, si è registrato un forte sciame sismico nella zona, che però non ha portato a nuove fratture. L’episodio si è ripetuto a fine luglio 2022 e, dopo migliaia di terremoti in zona, alcuni anche sopra magnitudo 5, il 3 agosto dello stesso anno si è nuovamente aperta una lunga frattura di 300 metri che ha iniziato ad eruttare. Il nuovo sito eruttivo si trova poco distante dal precedente e gli è stato dato il nome di Meradalir. Sembrerebbe l’inizio di un periodo vulcanicamente molto attivo nella zona della penisola di Reykjanes, che non vedeva eruzioni da ben 800 anni.

Ci sono rischi per la popolazione?

Per fortuna si tratta di un’eruzione sicura, ci sono pochissimi centri abitati vicini e nessuno di questi è minacciato dal vulcano islandese. Il vero problema potrebbe riguardare le linee di comunicazione e le strade, che le lingue di lava potrebbero inesorabilmente interrompere.

Lava eruzione Islanda

Come visitare l’eruzione del vulcano islandese Fagradalsfjall e Meradalir?

La visita è molto accessibile ed i sentieri per arrivare ai campi di lava solidificati e di fronte il cratere sono adesso molto più semplici rispetto ai primi mesi. Bisogna spostarsi in auto verso Grindavik, quindi prendere la strada 427 in direzione est. Dopo alcuni chilometri sarà visibile un grande parcheggio a pagamento (1.000 ISK, circa 6,5 €: consiglio di scaricare l’app Parka per il pagamento), costruito appositamente per gli escursionisti. Ci sono tre diversi sentieri soprannominati A, B e C. Il primissimo sentiero A è anche quello da percorrere inizialmente per visitare il nuovo sito dell’eruzione del Meradalir. Dopo aver raggiunto il vecchio cratere del 2021, si prosegue fino a trovare la nuova frattura che si è aperta ad agosto 2022. Il sentiero non è facile ed è abbastanza lungo (circa 15 km andata e ritorno, almeno 4-5 ore in totale). La fatica però sarà ricompensata da uno spettacolo indescrivibile.

Percorso vulcano Meradalir

I vecchi campi lavici del 2021 sono invece visitabili tramite il sentiero C. Il sentiero B, ormai quasi inutilizzato, è più difficile del sentiero A ed è da preferire solo se il vento porta i gas verso gli altri sentieri.

In tutti i viaggi di gruppo in Islanda da me guidati, è prevista la visita di questo spettacolo della natura.

Scritto da Fabio Liggeri