Polinesia Francese: il paradiso esiste ed è qui

Un’isola calda come la tenerezza, speranzosa come un deserto che carezza con nuvole di piume”. Così Jacques Brel, cantautore belga, descriveva la Polinesia Francese: un insieme di cinque arcipelaghi composti da 118 isole di cui 67 abitate. Paesaggi da sogno, antichi reperti archeologici e un’accoglienza affettuosa, queste sono solo alcune delle sorprese che avrei trovato in questo mio viaggio così lontano da casa.

Si parte da Parigi dove salgo a bordo di un comodo e accogliente volo Air Tahiti Nui verso Papeete, con scalo tecnico a Los Angeles. Arrivo in tarda serata e trascorro la prima notte nel Manava Suite Resort, a soli dieci minuti dall’aeroporto. E’ buio e non riesco a vedere molto ma, al risveglio, mi rendo conto di essere arrivato in un luogo meraviglioso. In realtà, questa mia sosta sull’isola di Tahiti è molto breve, c’è un volo per Raiatea che mi attende. Tornerò qui tra qualche giorno.

Il mio viaggio in Polinesia Francese si sarebbe concentrato sull’arcipelago delle Isole della Società, in modo speciale sulle Isole Sottovento, una delle quali è proprio Raiatea. Nell’entroterra svettano imponenti montagne e, al di fuori di Uturoa, l’unica vera città, non ci sono grandi centri abitati se non minuscoli villaggi che vivono in completa armonia con la natura circostante.

A Raiatea alloggio nella splendida pensione Fare Vai Nui, lungo la costa ovest. Le casette in legno per gli ospiti sono collocate proprio di fronte le acque calme della laguna. I proprietari gestiscono anche un piccolo ristorante in cui è possibile assaggiare pietanze locali come il Poisson cru à la Polynésienne, una vera delizia!

A Raiatea non ci sono molte spiagge ma si trova in compenso uno dei siti archeologici più importanti e ben conservati della Polinesia: il Marae Taputapuatea. Si tratta di un tempio tradizionale che, secondo molti, emana ancora un intenso potere. La parte principale del tempio è una grande piattaforma lastricata con un lungo altare che si estende su uno dei lati. Questo luogo di culto risale al XVII secolo ed è dedicato a ‘Oro, il dio della guerra, la cui venerazione dominava le credenze religiose della Polinesia settecentesca. Era così importante che ogni altro tempio, in qualsiasi altra isola, doveva includere una delle pietre di Taputapuatea. Quando qui arrivarono i primi europei, il marae estendeva la sua influenza su tutto il mondo mahoi, comprese le isole Australi, le Isole Cook e la Nuova Zelanda.

Raiatea condivide la propria laguna con la vicina isola di Taha’a, a soli 4 km a nord. Gran parte dell’isola è coperta da una foresta di palme da cocco e, tra le attività economiche più importanti, vi è la produzione di vaniglia e la raccolta delle perle.

Dopo aver girato per alcuni giorni in lungo e in largo tutti i 150 km di perimetro di Raiatea, prendo un volo interno per la vicina isola di Maupiti. Già guardando dal finestrino dell’aereo mi rendo conto di essere arrivato in uno dei luoghi più belli al mondo. Maupiti si trova a 300 km da Tahiti e 40 km a ovest di Bora Bora. Tra le Isole della Società è una delle meno turistiche ma più belle: i suoi motu (le isolette che sorgono lungo la barriera corallina) circondano e proteggono il monte Teurafaatui, di origine vulcanica, alto 380 metri. Qui non ci sono resort di lusso ma si dorme in piccole e autentiche pensioni familiari.

La mia casa per i giorni successivi sarebbe stata la piccola pensione Fare Pae’ao, collocata sul motu omonimo e gestita dal gentilissimo Nelson e dalla sua famiglia. L’unico modo che si ha per raggiungere gli altri motu o l’isola centrale è spostarsi in barca o in canoa (le acque della laguna sono molto tranquille, occhio alle distanze però!).

Oltre a numerose spiagge da sogno, a Maupiti si trovano anche diversi siti archeologici e luoghi sacri, alcuni risalenti a più di mille anni fa. L’unico tratto navigabile tra le tranquille acque della laguna e quelle impetuose dell’oceano, è il pericoloso e stretto passaggio di Onoiau, dove si formano forti correnti e dove quindi è sconsigliato fare snorkeling. La popolazione vive di turismo ma si trovano anche diverse piantagioni di meloni, angurie e cocchi che vengono esportati nel resto dell’arcipelago.

Dopo alcuni giorni lontano da tutto e da tutti, isolato in un luogo dove si fa pace con l’universo e con se stessi, era arrivato per me il momento di salutare questo bellissimo pezzo di mondo e tornare alla civiltà, con un volo verso Tahiti.

L’isola di Tahiti è il centro economico e politico della Polinesia Francese. La città principale, nonchè la capitale, è Papeete, l’unico luogo in cui potrete trovare traffico in tutto l’arcipelago. Uno degli angoli più interessanti della città è il mercato municipale coperto, dove si possono acquistare prodotti locali, fare un tatuaggio polinesiano o assistere a bellissimi spettacoli di danza e creazioni artigianali.

Ben presto decido di fuggire dalla città e percorrere in auto tutto il perimetro di quest’isola vulcanica: tra un’acquazzone tropicale e una schiarita, ammiro le alte montagne e la vita tranquilla dei piccoli villaggi lontani da Papeete e mi godo così le ultime ore di questa indimenticabile avventura.

Fabio Liggeri
Scritto da Fabio Liggeri