Chi sono, chi sono stato, chi vorrei essere

Isole Lofoten

Ho sempre detestato l’autoreferenzialità, tuttavia questo sito è nato per raccontare le mie emozioni e le mie esperienze, trovo quindi giusto parlare un po’ di me, di ciò che faccio e dei miei progetti futuri.

Mi chiamo Fabio Liggeri e sono nato in Sicilia, nei dintorni di Catania. Ritengo di aver vissuto almeno due epoche profondamente diverse tra loro. Della mia infanzia ricordo epiche partite di calcio nel cortile sotto casa, ginocchia sbucciate, vestiti sporchi e sudati, dopo interi pomeriggi passati a giocare con amici fraterni. Ma il mondo stava cambiando, così come il nostro modo di viverlo e percepirlo.

I computer iniziavano a diffondersi timidamente in Italia e, pian piano, all’alba del nuovo millennio, anche internet, al costo di esorbitanti bollette telefoniche. All’età di 13 anni mio padre mi regalò il mio primo computer: iniziai a scoprire un mondo completamente diverso, che mi affascinava. Quella misteriosa rete che permetteva di mettersi in contatto con il mondo intero, di conoscere amici da ogni parte del pianeta in spartane chat. Mi piaceva.

Tra una funzione matematica ed una versione di latino, ancora liceale creai il mio primo sito internet. Si chiamava Fuoriditesta.it, una community umoristica che per diversi anni diventò una delle più seguite in Italia nel suo target. Col tempo, quello che era iniziato come un semplice passatempo, con tanta fatica e senza nessun aiuto, iniziò a diventare un vero e proprio lavoro. Avevo gettato le basi per diventare un nomade digitale, ma non ne ero ancora consapevole. Troppo intento ad inseguire quelle normali ambizioni, che mai dovrebbero svanire, solo nel 2013 mi resi conto che avrei potuto sfruttare questa incredibile fortuna di poter lavorare ovunque.

Ecco arrivare quindi quella che potrei definire la mia seconda vita, il mio nuovo inizio. A volte ti sforzi a cercare un evento, un momento in particolare che ti fa cambiare modo di vedere le cose. Io non saprei individuarlo, semplicemente iniziò a farsi strada in me la consapevolezza che sopravvivere è ben diverso che vivere. Il tempo di cui disponiamo non è illimitato e non andrebbe mai sprecato rimandando i nostri sogni a tempo indeterminato. In quegli anni avevo dato tutto per le mie passioni, eppure non avevo mai avuto il coraggio di fare una scelta che andasse al di fuori degli schemi della mia esistenza. Scelte folli che, in fondo, di folle hanno ben poco se non il fatto di uscire dalle nostre convinzioni radicate, da quelle sicurezze che ci ancorano ma ci limitano. Non avevo più alcuna intenzione di accumulare rimpianti, era il momento di cambiare e prendere in pugno la mia vita, saldamente.

Per ciascuno è diverso, nel mio caso questa presa di coscienza si trasformò nella voglia di scoprire, nella curiosità di vedere il mondo in modo non convenzionale, da solo, zaino in spalla. Iniziai subito dal mio sogno più grande, a lungo cullato: l’Australia. Dopo un mese trascorso nella terra dei canguri capii che non mi sarei più fermato. Era come aver finalmente aperto gli occhi e, quando un cieco vede il mondo per la prima volta, certamente non vuole più tornare nel buio della propria esistenza.

Avevo deciso di portare costantemente il mio lavoro in viaggio: mi bastava un laptop ed il segnale Wi-Fi di ostelli e bar in giro per il mondo. Da turista curioso stavo cercando di trasformarmi in timido viaggiatore, affinando man mano la mia abilità nel risparmiare il più possibile. Car sharing, couchsurfing o il lungo viaggio via terra, piuttosto che quello noioso e costoso su un aereo, diventarono presto il mio pane quotidiano. Dopo il primo viaggio in Australia si susseguirono una serie di avventure solitarie sempre più entusiasmanti, che mi portarono da una parte all’altra del pianeta.

Decisi di continuare con l’est Europa, facendo un biglietto InterRail e viaggiando in treno per diverse settimane da Berlino a Istanbul. Fu allora che mi innamorai perdutamente dei treni, delle stazioni e di tutto ciò che trasmette il lento cammino sulle rotaie. Successivamente ebbi il mio primo contatto con l’estremo nord: quasi un mese trascorso tra Islanda e Groenlandia mi fece capire che quella natura selvaggia e glaciale, che domina ancora l’uomo distruttore, era ciò che cercavo nei miei viaggi. Mi ripromisi di spingermi oltre il Circolo Polare Artico e questo sarebbe avvenuto a breve.

La curiosità non deve avere confini: dopo pochi mesi decisi quindi di partire per gli Stati Uniti, attraversando l’intero paese da est a ovest, da New York a San Francisco, senza usare aerei. Furono mesi emozionanti, pieni di nuove conoscenze e splendide sensazioni. Quasi 5000 miglia guidando da solo (circa 8.000 km) lungo le highways statunitensi che si perdevano a vista d’occhio all’orizzonte. Alcune settimane dopo la fine di questo viaggio ero già in Russia per iniziare una nuova avventura, questa volta a bordo dei treni della ferrovia Transiberiana e Transmongolica, nel pieno gelo del periodo invernale. Non mi sarei fermato a Pechino, il mio viaggio sarebbe proseguito oltre, percorrendo praticamente mezzo pianeta su un treno: partenza da San Pietroburgo, arrivo a Hong Kong, attraversando Russia, Mongolia e Cina senza mai prendere un aereo.

Preikestolen

Rientrato dall’Asia, pochi mesi dopo ero a bordo della mia auto in partenza da Catania verso Capo Nord. Nulla di programmato, car sharing per ammortizzare le spese e sacco a pelo per usare la mia vettura come letto, in mancanza di ostelli economici dove dormire. Furono 71 giorni di viaggio, 15.084 km sul contachilometri e decine di ricordi ed esperienze indimenticabili nella mia mente.

Era appena iniziato il 2016 e decisi che avrei dedicato quell’anno al sud del mondo. La mia idea era viaggiare lungo il Sud America, da ovest a est, senza usare aerei. Iniziai il mio cammino sulle Ande, in Perù, muovendomi in autobus per risalire la desertica costa del Pacifico. Arrivato nella regione Amazzonica, decisi quindi di attraversare tutta la foresta scendendo il corso del Rio delle Amazzoni usando i battelli locali, di villaggio in villaggio, sfiorando la Colombia e concludendo il mio viaggio in Brasile.

A fine anno, dopo una parentesi in Nepal per un trekking in compagnia di alcuni amici viaggiatori lungo il sentiero dell’Annapurna, decisi di affrontare un viaggio diverso dal solito, in uno dei paesi più poveri del continente africano, per raccontare e condividere la splendida missione umanitaria dell’associazione We Africa To Red Earth in Burkina Faso, portando acqua in villaggi isolati e dando speranza ad un popolo troppo spesso dimenticato.

Burkina Faso

Alla fine del 2016 avevo finalmente toccato tutti i continenti abitati dall’uomo. Ma facciamo un piccolo salto indietro: nel 2014, pochi mesi dopo il mio primo viaggio solitario in Australia, decisi di creare un blog, una pagina su Facebook e una su Instagram, in cui iniziai a raccontare i miei spostamenti e le foto delle meraviglie che si presentavano davanti ai miei occhi. Nel corso degli anni la crescita del blog e dei miei canali social fu costante e questo portò le prime collaborazioni con importanti aziende ed enti del turismo. Nel frattempo diverse riviste, giornali e programmi televisivi iniziarono ad interessarsi alla mia storia e diverse volte fui invitato a raccontare alcuni dei miei viaggi nella trasmissione Il Mondo Insieme, condotta dalla bravissima Licia Colò.

Molta gente cominciò a chiedermi informazioni su come affrontare determinati viaggi. Decisi quindi di collaborare con un importante tour operator italiano per mettere a disposizione la mia esperienza accumulata nel corso degli anni, iniziando a organizzare e coordinare viaggi di gruppo in giro per il mondo. Aveva proprio ragione Chris McCandless, la cui storia è raccontata nel bellissimo film Into the Wild: “La felicità è reale solo se è condivisa“. Scoprii la meraviglia di condividere i luoghi che più avevo amato, vedere altri emozionarsi, come era successo a me, la prima volta sotto una magica aurora boreale o semplicemente davanti un dolcissimo tramonto in una terra sconosciuta.


Tra un viaggio di gruppo e un altro, però, non ho mai rinunciato alle mie avventure un pizzico folli: un mese a zonzo in Myanmar, due mesi a bordo della mia fedele Ford Fiesta girando on the road tutta la penisola iberica, un lungo viaggio in treno in Giappone, un altro in autobus in Messico addobbato e colorato nel corso del Día de los Muertos.

Oggi, nel 2019, centinaia di persone sono già partite con me, nei miei viaggi di gruppo, alla scoperta del mondo. La cosa più bella? Le amicizie sincere, che continuano a vivere anche dopo il viaggio e la bellezza di potersi dire “Ti ricordi di quella volta che…?“.

Questa è la mia storia, la storia di una persona semplice, la storia di un sognatore. In questo breve video racconto i miei anni in viaggio: infinite emozioni, in poco più di un minuto.

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