Chi sono, chi sono stato, chi vorrei essere

Isole Lofoten

Ho sempre detestato l’autoreferenzialità, tuttavia questo sito è nato per raccontare le mie emozioni e le mie esperienze, trovo quindi giusto parlare un po’ di me, di ciò che faccio e dei miei progetti futuri.

Mi chiamo Fabio Liggeri e sono nato in Sicilia, nei dintorni di Catania. Ritengo di aver vissuto almeno due epoche profondamente diverse tra loro. Della mia infanzia ricordo epiche partite di calcio nel cortile sotto casa, ginocchia sbucciate, vestiti sporchi e sudati, dopo interi pomeriggi passati a giocare con amici fraterni. Ma il mondo stava cambiando, così come il nostro modo di viverlo e percepirlo.

I computer iniziavano a diffondersi timidamente in Italia e, pian piano, all’alba del nuovo millennio, anche internet, al costo di esorbitanti bollette telefoniche. All’età di 13 anni mio padre mi regalò il mio primo computer: iniziai a scoprire un mondo completamente diverso, che mi affascinava. Quella misteriosa rete che permetteva di mettersi in contatto con il mondo intero, di conoscere amici da ogni parte del pianeta in spartane chat. Mi piaceva.

Tra una funzione matematica ed una versione di latino, nel 2001 creai il mio primo sito internet. Si chiamava Fuoriditesta.it, una community umoristica che per diversi anni diventò una delle più seguite in Italia nel suo target. Con gli anni, quello che era iniziato come il semplice passatempo di un liceale, con tanta fatica e senza nessun aiuto, iniziò a diventare un vero e proprio lavoro. Avevo gettato le basi per diventare un nomade digitale, ma non ne ero ancora consapevole. Troppo intento ad inseguire quelle normali ambizioni, che mai dovrebbero svanire, solo nel 2013 mi resi conto che avrei potuto sfruttare questa incredibile fortuna di poter lavorare ovunque.

Arriva quindi quella che potrei definire la mia seconda vita, il mio nuovo inizio. A volte ti sforzi a cercare un evento, un momento in particolare che ti fa cambiare modo di vedere le cose. Io non saprei individuarlo, semplicemente iniziò a farsi strada in me la consapevolezza che sopravvivere è ben diverso che vivere. Il tempo di cui disponiamo non è illimitato e non andrebbe mai sprecato rimandando i nostri sogni a tempo indeterminato. In 28 anni avevo dato tutto per le mie passioni, eppure non avevo mai avuto il coraggio di fare una scelta che andasse al di fuori degli schemi della mia esistenza. Scelte folli che, in fondo, di folle hanno ben poco se non il fatto di uscire dalle nostre convinzioni radicate, da quelle sicurezze che ci ancorano ma ci limitano. Non avevo più alcuna intenzione di accumulare rimpianti, era il momento di cambiare e prendere in pugno la mia vita, saldamente.

Per ciascuno è diverso, nel mio caso questa presa di coscienza si trasformò nella voglia di scoprire, nella curiosità di vedere il mondo in modo non convenzionale, da solo, zaino in spalla. Iniziai subito dal mio sogno più grande, a lungo cullato: l’Australia. Dopo un mese trascorso nella terra dei canguri capii che non mi sarei più fermato. Era come aver finalmente aperto gli occhi e, quando un cieco vede il mondo per la prima volta, certamente non vuole più tornare nel buio della propria esistenza.

Avevo deciso di portare costantemente il mio lavoro in viaggio: mi bastava un laptop ed il segnale Wi-Fi di ostelli e bar in giro per il mondo. Da turista curioso stavo cercando di trasformarmi in timido viaggiatore, affinando man mano la mia abilità nel risparmiare il più possibile. Car sharing, couchsurfing o il lungo viaggio via terra, piuttosto che quello noioso e costoso su un aereo, diventarono presto il mio pane quotidiano. Dopo il primo viaggio in Australia si susseguirono una serie di avventure sempre più entusiasmanti. Galeotto fu il mio primo Interrail nell’est Europa (da Berlino a Istanbul), che mi fece perdutamente innamorare dei treni, delle stazioni e di tutto ciò che può significare un lento cammino sulle rotaie.

Successivamente ebbi il mio primo contatto con l’estremo nord: quasi un mese trascorso tra Islanda e Groenlandia mi fece capire che quella natura selvaggia e glaciale, che domina ancora l’uomo distruttore, era ciò che cercavo nei miei viaggi. Mi ero ripromesso di spingermi oltre il Circolo Polare Artico e questo sarebbe avvenuto a breve.

La curiosità non deve avere confini: dopo pochi mesi decisi quindi di partire per gli Stati Uniti, attraversando l’intero paese da est a ovest, da New York a San Francisco, senza usare aerei. Furono due mesi emozionanti, pieni di nuove conoscenze e splendide sensazioni. 4.873 miglia (quasi 8.000 km) guidando da solo che mi fecero capire che quello non sarebbe stato il mio ultimo viaggio solitario alla guida di un’auto. Meno di 15 settimane dopo ero già in Russia a percorrere mezzo pianeta su un treno: partenza da San Pietroburgo, arrivo a Hong Kong, attraversando Russia, Mongolia e Cina senza mai prendere un aereo. Rientrato dall’Asia, poco tempo dopo ero a bordo della mia auto in partenza da Catania verso Capo Nord. Nulla di programmato, car sharing per ammortizzare le spese e sacco a pelo per usare la mia vettura come letto, in mancanza di ostelli economici dove dormire. Alla fine di questi 71 giorni in viaggio, il contachilometri segnava 15.084 km percorsi e la mia mente tanti ricordi ed esperienze indimenticabili.

Preikestolen

Era appena iniziato il 2016 e decisi che avrei dedicato quell’anno al sud del mondo. La mia idea era viaggiare lungo il Sud America, da ovest a est, senza usare aerei. Iniziai il mio cammino sulle Ande, in Perù, muovendomi in autobus per risalire la desertica costa del Pacifico. Arrivato nella regione Amazzonica, decisi quindi di attraversare tutta la foresta scendendo il corso del Rio delle Amazzoni usando i battelli locali, di villaggio in villaggio, sfiorando la Colombia e concludendo il mio viaggio in Brasile.

Alcuni mesi dopo ero già in Nepal, ad affrontare un trekking in compagnia di alcuni amici viaggiatori e blogger lungo il sentiero dell’Annapurna. Infine, poco prima della fine dell’anno, un viaggio diverso dal solito, nel continente africano, per raccontare e condividere la splendida missione dell’associazione We Africa To Red Earth in Burkina Faso, portando acqua in villaggi isolati e dando speranza ad un popolo troppo spesso dimenticato.

Burkina Faso

Alla fine del 2016 avevo finalmente toccato tutti i continenti. Ma facciamo un piccolo salto indietro: nel 2014, pochi mesi dopo il mio primo viaggio solitario in Australia, avevo creato un blog (proprio quello che stai leggendo in questo momento) in cui avevo iniziato a raccontare i miei spostamenti e in cui pubblicavo e condividevo le foto delle meraviglie che si presentavano davanti ai miei occhi. Nel corso di quei due anni la crescita del blog fu costante e questo portò le prime collaborazioni con importanti enti del turismo. Nel frattempo diverse riviste, giornali e programmi televisivi avevano iniziato ad interessarsi alla mia storia e per due volte fui invitato come ospite nella trasmissione Il Mondo Insieme, condotto dalla bravissima Licia Colò.

Erano moltissimi i messaggi di persone che mi chiedevano informazioni su come affrontare determinati viaggi o che semplicemente avrebbero voluto viaggiare insieme a me. Decisi quindi di mettere a disposizione la mia esperienza accumulata in quegli anni, iniziando a organizzare e coordinare viaggi di gruppo in giro per il mondo. Aveva proprio ragione Chris McCandless, la cui storia è raccontata nel bellissimo film Into the Wild: “La felicità è reale solo se è condivisa“. Ed era proprio meraviglioso condividere i luoghi che più avevo amato, vedere altri emozionarsi come era successo a me la prima volta sotto una magica aurora boreale o semplicemente davanti un dolcissimo tramonto in una terra sconosciuta.

Tra un viaggio di gruppo ed un altro, però, non rinunciavo alle mie avventure un pizzico folli: trascorrendo così un mese a zonzo in Myanmar e due mesi a bordo della mia fedele auto Ford Fiesta, girando tutta la penisola iberica e attraversando Francia, Spagna e Portogallo. Alla fine del 2017 ritorno in Burkina Faso, per portare ancora una volta aiuti a questa fantastica gente insieme agli amici di We Africa To Red Earth.

Oggi, nel 2018, centinaia di persone sono già partite con me alla scoperta del mondo: Islanda, Giordania, Myanmar, Giappone, Stati Uniti, Turchia, India, Sud Africa. Sono solo alcuni dei luoghi che ho condiviso con voi. La cosa più bella? Le amicizie sincere, i gruppi che continuano a vivere anche dopo il viaggio e la bellezza di potersi dire “Ti ricordi di quella volta che…?“.

Questa è la mia storia, la storia di una persona semplice, la storia di un sognatore. In questo breve video racconto i miei anni in viaggio: infinite emozioni, in poco più di un minuto.

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